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AnarchInfo

Sarà una risata che vi seppellirà
Storia & Anarchia
Avviso agli studenti PDF Stampa E-mail

di Raoul Vaneigem

 

La scuola è stata, con la famiglia, la fabbrica, la caserma e accessoriamente l’ospedale e la prigione, il passaggio ineluttabile in cui la società mercantile piegava a suo vantaggio il destino degli esseri che si dicono umani.
Il governo che essa esercitava su nature ancora appassionate delle libertà dell’infanzia l’apparentava, infatti, a quei luoghi poco propizi alla realizzazione e alla felicità che furono - e che restano in diversa misura - il recinto familiare, l’officina o l’ufficio, l’istituzione militare, la clinica, le carceri.
La scuola ha forse perso il carattere ributtante che presentava nel XIX e XX secolo, quando rompeva gli spiriti e i corpi alle dure realtà del rendimento e della servitù, facendosi gloria di educare per dovere, autorità e austerità, non per piacere e per passione? Niente è meno certo, e non si potrà negare che sotto l’apparente sollecitudine della modernità, numerosi arcaismi continuano a scandire la vita di studentesse e studenti.

Ultimo aggiornamento ( Thursday 08 January 2009 )
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L’OPERAIOLATRIA PDF Stampa E-mail

di Camillo Berneri

 

(…) "Il giudizio pessimista sulla massa implica in realtà un giudizio pessimista sull'uomo poiché la massa non è altra cosa di una somma di concrete individualità. Dal momento che si dichiara la massa incapace di afferrare, sia pure mediante intuizioni grossolane primitive, il valore di una lotta per la libertà, per ciò stesso si dichiara l'uomo chiuso ad ogni istinto che non sia di natura strettamente utilitaria. Se taglia alle radici, ad un tempo, qualsiasi bisogno di redenzione sociale, si soffoca sinanco la fede negli istinti democratici, questa fede fondata sulla tesi di fondamentale identità fra gli uomini e su di un ragionevole ottimismo sulla natura umana".

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Ecologia e autogestione PDF Stampa E-mail

di Yvon Bourdet (traduzione Andrea Chersi dalla rivista "Autogestions" n. 4/80)

 

Non si pensi di trovare qui uno studio sviluppato sui rapporti che si possono intrecciare tra ecologia ed autogestione, bensì, semplicemente, una breve esposizione delle impressioni e delle discussioni che si ebbero nel quadro del "seminario sull'autogestione", a partire dal novembre del 1978, alla Scuola di Alti Studi di Scienze Sociali che io porto avanti in collaborazione con Joseph Fisera. Non è quindi possibile approfondire le definizioni di queste due nozioni: da una parte l'autogestione è ormai divenuta oggetto di numerosi studi, al pari dell'ecologia e, d'altra parte, le necessità dei confronti ci hanno portato ad insistere su determinati aspetti e a trascurarne altri. È così che l'ecologia (che pone parecchi problemi sull'equilibrio naturale, sul territorio e "l'abitare", sulla difesa del paesaggio e correlativamente sul viaggio e sull'esilio) è stata ridotta, in gran parte, al problema dell'utilizzazione "pacifica" dell'energia nucleare. Per questo, erano indispensabili delle informazioni preliminari che non verrano riassunte qui, tanto più che sono comodamente accessibili in ogni sorta di pubblicazione.

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La città anarchica PDF Stampa E-mail

di Colin Ward

 

L'anarchismo - la filosofia politica di una società senza governo formata da comunità autonome - non ha, apparentemente, nulla a che vedere con i problemi della città. Di fatto, però, esiste anche in questo campo una corrente di pensiero anarchico, che per gli aspetti storici del problema va da Kropotkin a Murray Bookchin e per quelli ideologici da John Turner ai situazionisti. Infine molti altri ancora, il cui contributo all'elaborazione di una filosofia anarchica dell'urbanesimo potrebbe essere prezioso, non si sogneranno mai di intraprendere questa fatica perché nello spirito, anche se non altrettanto spesso nella pratica, hanno abbandonato la città.

La sede naturale di ogni governo è la città: chi mai ha visto una nazione governata da un villaggio? Spesso, se manca, viene costruita apposta: Nuova Dehli, Canberra, Ottawa, Washington, Chandigar e Brasilia ne sono degli esempi. E non è sintomatico che il turista, se vuole vedere qual è veramente la vita di un paese, debba fuggire lontano dalle città dei burocrati e dei tecnocrati? A Brasilia, ad esempio, deve allontanarsi di circa quindici chilometri e recarsi a Cidade Libre (Città Libera), dove vivono gli operai edili. Costoro hanno edificato la "Città del 2000", ma sono troppo poveri per viverci, mentre nella città che hanno costruito per sé "si è sviluppato un modo di vivere spontaneo, da villaggio di baracche del West, che contrasta con la formalità della città ed è troppo prezioso per essere distrutto".

 

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...CHE COS'E' L'ANARCHIA ? CHI SONO GLI ANARCHICI ? PDF Stampa E-mail
La parola Anarchia deriva dal greco (an-archè) e significa assenza di comando, di autorità o guida. Per  questo è una parola che piace ai giovani ai ribelli, agli utopisti. Non piace invece alle "autorità"che l'hanno  trasformata in sinonimo di caos, di disordine, mentre l'organizzaaione anarchica è la più alta forma di organizzazione. Anarchismo è l'ideologia , lo stile di vita, il pensiero libertario degli anarchici. Fra le molte definizioni porto ad esempio quella data da Pietro Kropotkin nel 1911 per l'Enciclopedia Britannica, avvertendo che essa si presenta parziale e ben lontana dal comprendere l'essenza dell'anarchismo quale si è manifestato storicamente: "Anarchismo, nome dato ad un principio o teoria della vita e del comportamento, secondo cui la società è concepita senza governo, risultando l'armonia di tale società non dalla sottomissione alla legge o dall'obbedienza ad una autorità qualsiasi, ma da liberi accordi stabiliti fra gruppi numerosi e diversi, su base territoriale o professionale,liberamente costituitisi per le necessità della produzione e del consumo, come anche per soddisfare l'infinita varietà dei bisogni e delle aspirazioni degli uomini civili.In una società di questo tipo le associazioni volontarie si sostituiscono allo stato in tutte le sue funzioni....Una tale società non avrà niente di immutabile. Al contrario l'armonia risulterà dall'adattamento e dal riadattamento sempre in trasformazione dell'eqilibrio fra una pluralità di forze e di influenze, e questo adattamento sarà più facilmente realizzabile poichè nessuna di queste forze godrà di una protezione speciale da parte dello stato". (*)

(*) Liberamente adattato da:" I leaders del movimento anarchico" a cura di P. C. Masini Minerva Italica 1980.
 
Ultimo aggiornamento ( Thursday 13 March 2008 )
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