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Sarà una risata che vi seppellirà |
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Noi portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori... |
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Da molti anni il Circolo libertario E. Zapata s'è radicato sul territorio tramite iniziative come conferenze, convegni, dibattiti, assemblee e soprattutto aprendo al quartiere una biblioteca di più di 2000 volumi, oltre ad una fornita emoreteca con stampa nazionale e non di carattere anarchico e libertaria. Leggi | Da sempre la sede del Circolo è luogo di apertura a tutte quelle realtà (associazioni, gruppi, individui) che si muovono nel sociale con un approccio antiautoritario e apartitico. Per questo spesso in questa sede sono ante situazioni diverse che hanno reso "vitale" questa città. Leggi | "Insuscettibili di ravvedimento", così venivano chiamati gli anarchici e gli antimilitaristi che non riuscivano ad essere piegati nè dalla forza delle gerarchie nè dalle sirene del "modeartismo" politico e istituzionale. La nostra avversità ai luoghi del potere ed in particolare quello militare è imprescindibile. Leggi |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 marzo 2008 )
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Fin dalla sua nascita il Circolo Emiliano Zapata si è posto come punto di riferimento, locale, per chi come noi pensa ed agisce in modo Libertario. Da più di 20 anni il Circolo propone ed attua momenti di approfondimento nei quali fornisce informazioni e strumenti per chi crede sia possibile una svolta radicale della società e del modo di vivere, lavorare, studiare solitamente strutturati in modo verticistico, cioè autoritario. Il principale obbiettivo è la promozione e la diffusione della cultura e del pensiero libertario. Per raggiungere questo obbiettivo abbiamo organizzato dibattiti, convegni, concerti etc. che hanno avuto come oggetto temi inerenti il mondo del lavoro, la scuola, l'ecologia, il militarismo, il nazionalismo, l'arte, la storia etc.. Se questo è l'obbiettivo, il metodo con cui lo raggiungiamo deve essere necessariamente coerente con il pensiero libertario e questa coerenza impone la messa in pratica dello stesso. Quindi il rifiuto di ogni tipo di gerarchia ed autoritarismo determina l'adozione di pratiche autogestionarie. Completa coerenza fra fini e mezzi, fra pensiero ed azione. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 14 marzo 2008 )
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...CHE COS'E' L'ANARCHIA ? CHI SONO GLI ANARCHICI ? |
La parola Anarchia deriva dal greco (an-archè) e significa assenza di comando, di autorità o guida. Per questo è una parola che piace ai giovani ai ribelli, agli utopisti. Non piace invece alle "autorità"che l'hanno  trasformata in sinonimo di caos, di disordine, mentre l'organizzaaione anarchica è la più alta forma di organizzazione. Anarchismo è l'ideologia , lo stile di vita, il pensiero libertario degli anarchici. Fra le molte definizioni porto ad esempio quella data da Pietro Kropotkin nel 1911 per l'Enciclopedia Britannica, avvertendo che essa si presenta parziale e ben lontana dal comprendere l'essenza dell'anarchismo quale si è manifestato storicamente: "Anarchismo, nome dato ad un principio o teoria della vita e del comportamento, secondo cui la società è concepita senza governo, risultando l'armonia di tale società non dalla sottomissione alla legge o dall'obbedienza ad una autorità qualsiasi, ma da liberi accordi stabiliti fra gruppi numerosi e diversi, su base territoriale o professionale,liberamente costituitisi per le necessità della produzione e del consumo, come anche per soddisfare l'infinita varietà dei bisogni e delle aspirazioni degli uomini civili.In una società di questo tipo le associazioni volontarie si sostituiscono allo stato in tutte le sue funzioni....Una tale società non avrà niente di immutabile. Al contrario l'armonia risulterà dall'adattamento e dal riadattamento sempre in trasformazione dell'eqilibrio fra una pluralità di forze e di influenze, e questo adattamento sarà più facilmente realizzabile poichè nessuna di queste forze godrà di una protezione speciale da parte dello stato". (*) (*) Liberamente adattato da:" I leaders del movimento anarchico" a cura di P. C. Masini Minerva Italica 1980. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 marzo 2008 )
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 A differenza di molti altri rivoluzionari del ventesimo secolo, Emiliano Zapata (1879-1919) non è stato un intellettuale né un transfuga della classe dominante, ma un leader popolare di origine indigena. Nato l’8 agosto del 1879 nel villaggio di Anenecuilco, frazione di Villa de Ayala, Stato di Morelos, Emiliano è il penultimo dei dieci figli di una delle tante famiglie impoverite dalle haciendas, le grandi aziende agricole divoratrici di terre che sono l’asse della modernizzazione promossa dal dittatore Porfirio Díaz. Nel Morelos, terra di paradossi e di contraddizioni, si scontrano allora due civiltà: quella degli imprenditori capitalisti imbevuti di positivismo e quella degli indigeni legati alla terra e al villaggio (pueblo) che conservano uno spirito indomito e un forte senso della solidarietà. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 05 marzo 2008 )
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Ultime notizie |
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Chi e Perchè
Chi siete?
Anarchici e libertari, di tutte le età, uomini e donne.
Cosa fate?
Tante
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